
sabato 25 aprile 2009
giovedì 9 aprile 2009
venerdì 3 aprile 2009
lunedì 30 marzo 2009
Show fine art e il APD 2009
mercoledì 25 marzo 2009
lunedì 16 marzo 2009
venerdì 13 marzo 2009
l'arte contemporanea vende poco
L'arte contemporanea e del dopoguerra continua a mostrare segni di debolezza soprattutto se le opere non sono di gran livello. L'asta Sotheby's che si è svolta martedì 10 marzo a New York non ha centrato gli obiettivi minimi di vendita. Le attese erano per 3,9 milioni di dollari e il risultato (comprensivo del premio pagato dal compratore) è stato di 3,3 milioni. I lotti offerti sono stati pari a 248, di cui 95 sono andati invenduti. E' noto che le case d'aste selezionano le opere migliori per gli appuntamenti più importanti (maggio-novembre) e negli altri incanti meno importanti viene presentata l'offerta più modesta. Tra le vendite che hanno superato le attese l'opera (acrilico su tela) I Hear the blues, I See the Blues I Sing the Blues, dell'artista americano George Rodrigue (1944), il creatore dei Blue Dog, che è stata battuta per 170.500 dollari rispetto a una stima compresa tra 30 e 60mila dollari. L'altra opera dell'artista presente in asta, "when she's good, she's very, very good. but when she's bad..." è stata battuta a un prezzo di poco superiore all'offerta minima (26.250 dollari rispetto a una stima compresa tra 25-35mila dollari). L'opera in effetti non presenta tutte le caratteristiche tipiche dei dipinti di Rodrigue.
Il secondo pezzo degno di nota per il prezzo battuto è stata un'opera dell'artista francese Georges Mathieu (1921), Passé Fantome, 1987, un olio su tela, assegnato per 134.500 dollari (60-80mila le stime). Un dipinto dell'artista americano di origine italiana Enrico Donati (1909-2008), ultimo pittore e scultore del surrealismo e morto l'anno scorso all'età di 99 anni, di proprietà del Palm Springs Art Museum è stato venduto per sostenere il fondo per gli acquisti del museo. L'opera Incubus (from the Saragon series) un olio su tela del 1957 è stata assegnata per 53.125 dollari (15-20mila le stime).
Keith Haring (1958-1990) rimane al di sotto delle stime mentre un'opera di Basquiat (1960-1988) del 1982 è stata assegnata a 45mila dollari (15-20mila i prezzi base d'asta).
Dei tre piccoli lavori presenti in asta di Alex Katz (1927) solo uno ha superato la forchetta di prezzo indicata. In asta vi erano anche un'opera dell'artista figurativa Marlene Dumas(1953) battuta per 10.625 dollari (12-18mila), un lavoro di Cindy Sherman (1954) pensato nel 1990 e realizzato poi nel 2000 (6/75) battuto al di sotto del minimo d'asta (6.875 rispetto a 7-10 mila dollari). Una prova d'artista (1/2) di Andreas Gursky (1955),
domenica 8 marzo 2009
giovedì 5 marzo 2009
giovedì 12 febbraio 2009
venerdì 9 gennaio 2009
PHOTO LA....niente gallerie Italiane
http://artfairsinc.com/photola/2009/
la crisi si fa sentire e le gallerie Italiane restano a casa...
giovedì 8 gennaio 2009
mercoledì 7 gennaio 2009
art-finanza...la bolla che esplode
La vente de Damien HIRST, par Damien Hirst, chez Sotheby’s les 15 et 16 septembre derniers fut un coup d’éclat sans précédent dans l’histoire des ventes publiques. Deux jours de coups de marteau frénétiques pour 218 œuvres fraîches de l’artiste dégagèrent pas moins de 111,4 millions de livres sterling et un record supplémentaire pour le Veau d’or qui devint, à 9,2 millions £, l’emblème de l’art adoré par les collectionneurs fortunés et branchés.
Les ventes d’automne passées, le cas Hirst et l’épiphénomène de cette vente Sotheby’s apparaissent clairement comme le pic de la bulle spéculative venant d’exploser. Le marché a basculé au lendemain même de cette dispersion médiatique. On constate en effet que sur l’ensemble du marché (toutes œuvres et périodes confondues), 80% des œuvres estimées à plus d’un million d’euros trouvaient preneur en salles en 2007 et en 2008 avant la vente Damien HIRST. Le 17 septembre 2008, soit le lendemain de la fameuse vacation, seules 55% des œuvres estimées plus d’un million d’euros étaient vendues. Et parmi celles-ci, les acheteurs étaient résolument décidés à ne pas surpayer leurs pièces : jusqu’à la clôture de la vente Hirst, 35% des lots (toutes œuvres et périodes confondues) soumis à enchères étaient vendus au-dessus de leur estimation basse. Après le 16 septembre, ce ratio tombe à 24 % des lots seulement vendus au-dessus de l’estimation basse (ratio enregistré mi-décembre).
La vente Damien HIRST restera dans l’histoire à plus d’un titre. L’artiste ne fait pas exception et pâtit de la crise avec un taux d’invendus passé de 11% à 55% entre septembre et décembre 2008.

















